Ci espandiamo da 14 miliardi di anni,
mica vorrai smettere ora

IL TEAM BUILDING
GENERA LA FIDUCIA
“Non fidarsi è meglio” diceva il proverbio, sbagliando.
La sfiducia è una malattia autoimmune: il sistema si ammala per troppa difesa da patologie presunte.
Per tornare sani in questo mondo complesso dobbiamo disimparare la sfiducia.
È un processo, non una qualità; ed è sempre reciproco.
APRE ALLO STUPORE
C’è il WOW finto della società dello spettacolo, e poi c’è quello vero: un WOW di sbalordimento intimo e stupefatto.
Accade quando le persone che conosci si rivelano diverse da come te le aspettavi: creative, sorprendenti, affiatate; e tra loro, anche te.
PRATICA LA LEGGEREZZA
Che non è superficialità, anzi è il contrario: fa volare più alto.
Senza inutili zavorre si lavora meglio insieme, si sprecano meno energie, si torna a casa dal lavoro meno stanchi e spesso perfino soddisfatti.
Anche l’albero più grande è il lento scoppio d’un semino.
Siamo 8 miliardi: ciascuno generato dalla più intima delle esplosioni.
L’equilibrio non sta mai fermo, è un bigbang vitale di energie.

PER I TEAM COL FRENO A MANO TIRATO
Ogni risata è un ri-equilibrio.
Vale per di ogni singolo individuo.
Vale per ogni organizzazione umana.
Stasi, rigidità, paura, impaccio, conformismo, autocensura, giudizio dell’altro, ripetitività…
sono il freno a mano tirato in marcia: non lo senti quanto odore di bruciato c’è intorno a noi?
Siamo due facilitatori, aiutiamo i team a togliere il freno a mano.
Un gruppo che funziona non è solo la somma di singoli talenti e competenze: se si crea un clima generativo la bravura di ciascuno si moltiplica, altrimenti ci si azzera a vicenda. Vale sia nelle hard skills che nelle soft skills (che in ambiti complessi non sono per niente soft).
Una squadra di bravini ben affiatati può sorprenderci e vincere il campionato, una di grandi campioni che non si intendono, invece…
“un team orizzontale è fluido: a volte si ride e a volte ci si arrabbia;
in uno verticale e rigido no: ci si arrabbia e basta”
(Piero Angela)
“l’informazione non è un mero flusso di dati: possiamo definirla informazione solo se genera cambiamento nel sistema che la riceve”
(Gregory Bateson)
“If you can laugh together, you can work together.“
(Robert Orben)
“quello che chiamano colpo di genio o “effetto eureka “(in inglese: aha! experience) è solo l’unione tra un’improvvisa intuizione, subitanea e labile e la coscienza di percepirla, memorizzarla e tradurla in parole”
(‘A‑ha Erlebnis Team)



GIOCHIAMO SUL SERIO
“Si ride troppo poco. L’idea che l’educazione della mente debba essere una cosa tetra è tra le più difficili da combattere.”
Gianni Rodari, Grammatica della Fantasia


COSA FACCIAMO NEI LABORATORI
Coi gruppi facciamo cose che apparentemente non c’entrano niente col lavorare: giochiamo, creiamo, improvvisiamo.
Via via ci si accorge che, ridendo e scherzando, stiamo ribaltando esattamente gli ostacoli più seri che ci complicano il lavoro di ogni giorno.
Fiducia, leggerezza e stupore.
Sono il senso del lavoro, possono cambiare decisamente il suono della sveglia il lunedì mattina.

Mettiamo anche il naso rosso
Chi l’ha detto che le persone non cambiano? Tutti cambiamo se cambia il contesto.
Il trantran spesso è una difesa: la routine annoia e spossa, ma cambiarla sembra minaccioso. Così ciascuno indossa un ruolo, una funzione: è una maschera di professionalità ripetitiva. Seria? no, seriosa.
Spesso l’indossi tutta la vita, aspetti la pensione per toglierla ed essere finalmente te stesso dopo lunghi anni faticosi, frustranti e disutili.
Dimostreremo che è più profondamente serio il naso rosso dei clown, che è (ci insegna Jaques Lecoq) la più piccola maschera che c’è al mondo.
PERCORSI CHE OFFRIAMO
Sappiamo bene che il tempo è denaro, ritagliare delle ore per la formazione e bloccare magari un intero reparto… Studieremo pacchetti personalizzati, le tre proposte che seguono sono le più tipiche.
Siamo in grado di lavorare anche con gruppi eterogenei.
Aumentare le connessioni fra mansioni, reparti, organigrammi agevola il passaggio di consegna e rende più efficiente il flusso di lavoro.

GIUSTO UN ASSAGGIO
mezza giornata.
4 ore, poche ma buone. Per chi non conosce l’approccio ludico è una prospettiva che si apre. Serve a capire il senso (è molto diverso che dirlo a parole), a prendere confidenza e sentire una disponibilità psicologica.
Per i decisori può essere un test: alle domande “funzionerà?” , “lo prenderanno sul serio?” l’unica risposta è provare.

ESPERIENZA IMMERSIVA
16 ore in un arco di tempo ristretto.
È necessario che i partecipanti abbiano già fatto l’”assaggio”. Si può organizzare in 4 mezze giornate per quattro settimane o in due gg a distanza di una settimana; la soluzione migliore però è una due-giorni in una residenza (ad es. in campagna). È un’immersione, dalla quale il gruppo emerge con nuove idee, relazioni e predisposizioni.

AFFIANCAMENTO LUNGO
di solito 40 ore in un arco di tempo lungo.
Dopo l’”assaggio” e l’”immersione” ciascuno sarà disposto e motivato a creare e curare un nuovo clima di lavoro.
Ma non sempre questo basterà: tante vecchie abitudini, idiosincresie, rigidità, paure sono dure a morire.
Incontriamoci periodicamente per curare ed allenare leggerezza, fiducia e stupore.
DICONO DI NOI
“Prodotto e assistenza clienti eccellenti!”
Jo Mulligan
Atlanta, GA
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Jo Mulligan
Atlanta, GA
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Jo Mulligan
Atlanta, GA
“Prodotto e assistenza clienti eccellenti!”
Jo Mulligan
Atlanta, GA
LA NOSTRA FORMULA MAGICA (INGREDIENTI)

1. Gruppo
Costruire fiducia, connessione e collaborazione, con team che già si conoscono o in fase di costruzione

2. Facilitatori
La forza della co-facilitazione dove continuamete due persone guidano e aiutano il processo.

3. Spazio adeguato
La necessità di avere un luogo ampio, illuminato e libero di oggetti, per sperimentare a pieno il lavoro

4. Strutture di GIOCO
Strutture di gioco e facilitazione per attivare il potenziale collettivo.

5. Analisi
Analisi dei comportamenti e delle dinamiche di gruppo attivate dal gioco

6. Feedback
Come spazio per paragonare il percorso fatto con il proprio lavoro